sabato 9 novembre 2013

INTRODUZIONE ALLA DERIVATA


INTRODUZIONE AL 
CONCETTO DI DERIVATA


DAL PENSIERO DI NEWTON ALLA DEFINIZIONE MODERNA DI DERIVATA




Galileo Galilei (1564-1642)
“la filosofia [la natura] è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (e dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, a conoscer i caratteri ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi e altre figure geometriche senza i quali mezzi è impossibile intenderne umanamente parola; senza questi, è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto.”                                           Galileo Galilei                                                           
                                                                                          
                                                                                                                                                                                                                                                                                      
I problemi aperti del XVII sec. :
Newton (1642-1727)
Il XVII secolo segna l’inizio della ricerca scientifica secondo un nuovo metodo, lo studio della natura in maniera sistematica utilizzando la matematica ed i suoi progressi. Lo sviluppo della matematica è strettamente legato ad alcuni problemi, all’epoca ancora irrisolti, ritenuti di grande interesse sia culturale che economico. Possiamo dire che i progressi matematici fornirono le risposte ai problemi ma allo stesso tempo furono proprio i problemi aperti a stimolare la nascita e lo sviluppo di nuove tecniche di calcolo e nuovi concetti matematici.

CINEMATICA: tra i vari problemi cinematici è interessante studiare il moto dei pianeti al fine di migliorarne il calcolo della posizione;

LE TANGENTI AD UNA CURVA: il problema è posto sia come problema geometrico che ottico pensando che la progettazione delle lenti interessava direttamente Fermat, Descartes, Huygens e Newton. In realtà erano gia noti dall’antichità alcuni metodi per determinare le tangenti ad alcune curve particolari, ma mancava un metodo generale.

DETERMINAZIONE DI MASSIMI E MINIMI: pensiamo ai massimi e minimi di una funzione:determinare la massima o minima distanza di un pianeta dal sole; determinare  l'angolo in corrispondenza del quale la gittata di un cannone è massima.

LO STUDIO DELLA CINEMATICA CON IL METODO DELLE FLUSSIONI:
Newton chiama  fluenti le quantità che variano nel tempo e flussioni le rispettive velocità di variazione. Nella trattazione  che segue chiamiamo  x,y,z  le quantità fluenti perchè crescenti gradualmente e indefinitamente, indichiamo con le lettere a,b,c..le quantità note e  con     le flussioni che chiamiamo velocità di x,y,z.


LA VERSIONE MODERNA DI CAUCHY:
Cauchy (1789-1857)
Al di là dell’approccio dinamico del suo pensiero, l’elemento fondamentale che manca nella teoria di Newton è una definizione chiara del concetto di limite, anche se in più punti dei suoi scritti possiamo riscontrare la presenza di tale idea; bisognerà attendere D’Alambert e Cauchy per completare il quadro e dare all’analisi matematica la veste usata ancora oggi. Nel 1821 viene pubblicato il primo dei due trattati scritti da Cauchy per gli studenti dei suoi corsi all’École Polytechnique, il Cours d’analyse. Il concetto di limite viene posto alla base di tutte costruzioni dell’analisi. Le flussioni di Newton sono l’antenato di quella che oggi chiamiamo derivata e che riassume tutti i significati che si riportano:
  1. velocità istantanea con cui varia una grandezza; 
  2. coefficiente angolare della retta tangente ad una curva;
  3. strumento per determinare i punti stazionari di una funzione. 
Nel secondo volume Résumé des leçons sur le calcul infinitesimal di Cauchy, la teoria dei limiti è applicata al calcolo infinitesimale e viene definita rigorosamente la “derivata” come limite del rapporto incrementale.

Data una funzione y=f(x) la sua derivata è                       (Cauchy)

Per la stessa funzione la flussione è                                       ( Newton)

con "o"  intervallo di tempo infinitamente piccolo 

 incremento della grandezza x dopo un intervallo di tempo infinitesimo "o"

come possiamo notare nella espressione di Newton manca il concetto di limite come lo intendiamo oggi.
Esempio: calcoliamo la derivata della funzione      utilizzando il concetto di derivata come limite del rapporto incrementale:
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     
         (Cauchy)


 applicando il metodo delle flussioni si ha:                   (Newton)


   trascurando il primo termine e ponendo 

   considerando uniforme lo scorrere del tempo nella ipotesi che y rappresenta la distanza percorsa da un corpo in moto accelerato e x il tempo trascorso dall'inizio del moto, si ottiene il valore della flussione di y ovvero il valore della velocità istante per istante:      Nel  trattato Methodus fluxionum serie infinitarum nel calcolo delle flussioni si legge: “si divida per (o) e sia diminuita la quantità (o) all’infinito e trascurati i termini evanescenti” ( in un altro punto del trattato Newton precisa che i termini moltiplicati per o saranno niente rispetto al resto e quindi evanescenti ).
Questo esempio è indispensabile come collegamento tra le flussioni di Newton e la derivata nella concezione contemporanea e serve per sottolineare l’importanza del concetto di limite. Il metodo di Newton fornisce un procedimento per determinare la velocità istantanea qualunque sia la relazione che lega spazio e tempo, ma la sua validità va ben oltre, in quanto è valido per ogni genere di grandezza x e y rappresentino.
È interessante la frase di Newton “sia diminuita la quantità (o) all’infinito e trascurati i termini evanescenti” e perché non avesse scritto semplicemente “si ponga o=0”… tra le righe si intuisce l’idea di limite che Newton aveva già in mente  anche se non formalizzata in maniera opportuna. Proprio questo punto piuttosto “oscuro” costituiva il motivo principale delle obbiezioni al suo metodo.

Letture consigliate:
  1. Isaac Newton, The method of fluxions and infinite series, (1736) http://books.google.com
  2. Isaac Newton, Tractatus de quadratura curvarum,  (1704) http://books.google.com
  3. Isaac Newton, Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, (1687) http://books.google.com

mercoledì 6 novembre 2013

             LE VIE REGIE

Quasi duemilatrecento anni fa, quando in Egitto era re Tolomeo I (il quale regnò dal 306 al 283 prima di Cristo), il sapiente greco Euclide scrisse un libro famoso, gli Elementi (di geometria). E' il libro che, dopo la Bibbia e le opere di Lenin ha avuto più edizioni ed è stato tradotto in più lingue: è stato, fino a qualche decennio fa, il libro di geometria nella scuola media superiore. Ebbene: il re Tolomeo cominciò a leggerlo, ma si stancò presto. Gli costava molto sforzo seguire i lunghi e minuziosi ragionamenti di Euclide. Il re, allora, mandò a chiamare lo scienziato, e gli chiese se in geometria vi fosse una via più breve, e meno faticosa, di quella degli Elementi. Al che Euclide rispose che no, che <<in matematica non ci sono vie regie>>.


Per comprendere la matematica occorre far funzionare il cervello, e questo costa sempre un certo sforzo. Non è possibile fare la matematica a <<fumetti>>, non è possibile trasformare la sua storia in una novellina. Chi è pigro di mente, chi non prova gioia nel far lavorare il suo cervello è meglio che non cominci neppure a leggere. Chi invece non si spaventa per le fatiche della mente.................


                              (da La Matematica da Pitagora a Newton 
                                                 di Lucio Lombardo Radice)




"Una fiducia nelle virtù della mente e nell'esercizio della ragione che appare sempre di più come una merce rara"

                                                                  Giorgio Israel

lunedì 4 novembre 2013

Geometria Dinamica

UN DIVERSO MODO DI INTENDERE LA GEOMETRIA

Fu Felix Klein che, nel 1872 nel suo "PROGRAMMA DI ERLANGEN" gettò le basi per un nuovo modo di intendere la geometria moderna: ricerca delle proprietà delle figure che sono invarianti rispetto ai gruppi di trasformazioni elementari applicate. Secondo Klein tale disciplina viene studiata da un punto di vista dinamico (figure oggetto che si trasformano in figure immagini)

ABC(figura oggetto) ---------->>A'B'C'(figura immagine trasformata)

Possiamo meglio dire che la geometria è intesa come studio e ricerca di quelle particolari proprietà che si conservano nelle rispettive immagini(A'B'C') ottenute con i vari tipi di trasformazioni. Si riporta di seguito una rappresentazione insiemistica delle trasformazioni geometriche conosciute dallo studente:


Trasformazioni geometriche

Appare chiaro che lo spirito che anima la geometria moderna è quello di comprendere la trasformazione di figure del piano in altre figure del piano e di studiare le proprietà che si conservano.
Parlando di trasformazioni isometriche pensiamo alle corrispondenze biunivoche del piano in sè quali: le traslazioni, le simmetrie assiali, le simmetrie centrali e le rotazioni. In questo caso si cerca di scoprire quali proprietà della figura oggetto F si conservano anche nella figura immagine F'. Si chiama geometria euclidea quella geometria che studia le proprietà che si conservano(invarianti) rispetto al gruppo delle isometrie. Alla geometria euclidea appartengono tutti i concetti "metrici" (che riguardano la misura) quali: distanza tra due punti, perimetro, l'area di una figura etc.. 
Trasformazione Isometrica: traslazione ABCD(oggetto), A'B'C'D'(immagine)

Trasformazione Isometrica: rotazione ABCD (oggetto), A'B'C'D'(immagine)

Le omotetie sono corrispondenze biunivoche del piano in sè che hanno le seguenti caratteristiche: ogni retta r è trasformata in r' parallela alla precedente, il rapporto tra segmenti che si corrispondono è costante(A'B'/AB=C'D'/CD=.....=K), si conserva l'ampiezza degli angoli. Le omotetie  composte con le isometrie danno per risultato le similitudini, trasformazioni che hanno le caratteristiche di provocare ingrandimenti o riduzioni della figura conservando però la forma. Inoltre le proprietà che interessano le similitudini prescindono dalla mutua posizione delle due figure(oggetto e immagine) nel piano (una retta r non è trasformata in una retta r' parallela alla precedente).


ABC e A'B'C'  conservano la forma (similitudine)

                     Omotetia di centro F = (1, 0) e rapporto σ = 3



Omotetia di centro F = (1, 0) e rapporto σ = -1.5
Le affinità sono invece  trasformazioni del piano in sè che conservano il parallelismo, il rapporto delle aree di figure corrispondenti, il rapporto semplice di tre punti ordinati A,B,C di una retta ossia AC/AB.

Affinità: ABCDEF(oggetto)-------->>A'B'C'D'E'F'(immagine)


Come si può notare la figura azzurra (immagine), risultato della trasformazione, ha una superficie maggiore, conserva i lati paralleli, tuttavia non ha più la forma iniziale.L'effetto visibile di questa trasformazione è come se la figura verde fosse stata spostata, ingrandita e in seguito inclinata o stiracchiata.

Video_Omotetia_1
Video Omotetia_2

domenica 3 novembre 2013

I NUMERI PRIMI

"Sin dalla più remota antichità il concetto di numero primo affascina e confonde gli esseri umani.
 [.......]
I numeri primi sono gli elementi essenziali della teoria dei numeri."
Tratto da "L'enigma di Fermat"

Sappiamo che un numero naturale, diverso da 1, si dice primo se ammette come divisori soltanto se stesso e l'unità.
Fin dall'antichità c'è stato interesse nei confronti dei numeri primi. Euclide intorno al 300 a.C., dimostrò che i numeri primi sono infiniti ed Eratostene (matematico greco vissuto intorno al 200 a.C.) elaborò un metodo per determinarli, noto come "crivello di Eratostene". I numeri primi minori di 50 sono: 2,3,5,7,11,13,17,19,23,29,31,37,41,43,47
Il Teorema fondamentale dell'Aritmetica afferma: ogni numero naturale maggiore di 1 o è primo, oppure può scriversi in un solo modo come prodotto di numeri primi.
Uno dei motivo per cui il numero 1 non viene considerato numero primo è che non sarebbe più valido il teorema fondamentale dell'aritmetica: ossia verrebbe a cadere l'unicità della scomposizione:
per esempio, ma anche
Mario Ferrari, un matematico italiano contemporaneo, ha scritto:“…i numeri primi sono i mattoni con i quali, usando come cemento la moltiplicazione, si costruiscono gli altri numeri”.
Inoltre dobbiamo dire che uno dei motivi che pone questi mattoni o atomi della matematica al centro di tanta attenzione è che essi sono alla base di molti metodi attualmente utilizzati per le comunicazioni in codice (metodi crittografici): sono quindi essenziali per garantire a banche, industrie e governi la trasmissione di informazioni riservate. Il codice segreto è indecifrabile proprio grazie alla complessità di calcoli che è necessario svolgere per scomporre in fattori primi numeri molto grandi.


sabato 2 novembre 2013

"CONGETTURE"

.........argomentare e congetturare ossia attività che favoriscono il passaggio dalle nozioni intuitive a forme di pensiero deduttivo. 

PREMESSA:
una congettura è una proprietà che, per alcune ragioni crediamo vera, ma di cui non siamo completamente sicuri. Le congetture sono il motore dell'attività matematica, quando si fa una congettura si prova prima ad argomentare la sua verosimiglianza, a sperimentarla su esempi, e quando ci si è convinti della sua verità, si prova a dimostrarla. Se non ci si riesce, si prova a demolirla con l'aiuto di un controesempio. 

Nell'affrontare le prime dimostrazioni matematiche, gli studenti del biennio di una scuola di secondaria di secondo grado incontrano generalmente le seguenti difficoltà:
• perché dimostrare delle proprietà che sembrano evidenti o     delle quali si è già convinti? 
• cosa significa "ipotesi" e "tesi" ? 
• quali conoscenze si possono utilizzare per giustificare i vari   passi della dimostrazione ? 
Con questa attività ci si propone di aiutare gli studenti a trovare delle risposte a questi primi interrogativi fondamentali, guidandoli nei vari esercizi di Geometria o di Algebra

FINALITÀ GENERALI:
• considerare la dimostrazione come il punto di arrivo di un percorso che prevede esperienze, osservazioni, esplorazioni. 
• educare alla matematica facendo nascere il piacere di affrontare e studiare
questioni matematiche, che portano ad imparare metodi e procedimenti tipici della disciplina. 

CONGETTURE
Una congettura (dal latino coniectūram, dal verbo conīcere, ossia interpretare, dedurre, concludere) è una affermazione o un giudizio fondato sull'intuito, ritenuto probabilmente vero, ma non dimostrato - opinione, convinzione o conclusione che si basa su indizi e dati probabili; supposizione, ipotesi: avanzare una congettura, basarsi su congetture. In Matematica, proprietà che non è stata dimostrata in maniera rigorosa, ma sulla quale pendono indizi consistenti di verità (una congettura dimostrata diventa Teorema, Proposizione, Lemma, Corollario). 
Sinonimi: supposizione, ipotesi. 
 La congettura di Goldbach(1690-1764), afferma che ogni numero pari maggiore di 2 è la somma di due numeri primi (4=2+2, 6=3+3, 8=5+3...), è tutt'oggi un problema irrisolto e nessuno riesce a dimostrarla.

La congettura dei numeri primi gemelli, ad esempio, è un famoso problema irrisolto della teoria dei numeri che riguarda i numeri primi. Essa fu proposta per la prima volta da Euclide intorno al 300 a.C. e afferma:



Esistono infiniti numeri primi p tale che anche p+2 sia un numero primo 

Due numeri primi che differiscono di 2 sono chiamati primi gemelli. Molti teorici dei numeri hanno tentato di dimostrare questa congettura. La maggior parte dei matematici ritiene che questa congettura sia vera, basandosi principalmente sull'evidenza numerica e su ragionamenti euristici che riguardano la distribuzione probabilistica dei numeri primi. 


In matematica il termine "congettura" trova un'applicazione quanto mai appropriata: una congettura matematica è infatti un enunciato formulato da uno o più matematici che lo ritenevano probabilmente vero, per il quale non è tuttora conosciuta una dimostrazione. 

Diversamente dalle scienze empiriche, la matematica è basata sulle verità dimostrabili; non si può applicare la massima riguardo "all'eccezione che conferma la regola". 

Nonostante molte delle congetture famose siano state testate su intervalli di numeri astronomici (solitamente con l'aiuto del computer), ciò non fornisce alcuna garanzia dell'inesistenza di un controesempio, che le confuterebbe immediatamente. Per esempio, la congettura che riguarda le sequenza di numeri generate da un certo algoritmo, è stata verificata per tutti i numeri fino a 1.2 × 1012 (oltre un milione di milioni); tuttavia, essa mantiene ancora lo status di congettura.

ENUNCIATO: "E' vero che: dati 4 numeri interi consecutivi tutti pari e/o tutti dispari (positivi o negativi) la differenza tra il prodotto del secondo numero per il terzo e del primo per il quarto, è sempre uguale ad 8?" 


Esempio:


- primo numero           n1 = 2
- secondo numero   n2 = 4 
- terzo numero             n3 = 6 
- quarto numero     n4 = 8

in formula:

[(n2 x n3) - (n1 x n4)] = [(4 x 6) - (2 x 8)] = [24 -16] = 8


PROCEDIMENTO MATEMATICO (algebrico) per dimostrare che "L'AFFERMAZIONE" E' SEMPRE VERA 


Posto il primo numero uguale ad (a), il secondo numero uguale ad (a+2), il terzo numero pari a (a+4) e il quarto numero pari a (a+6) avremo:
[(a + 2)⋅(a + 4)]-[a⋅(a + 6)] =
(a 2  + 4a + 2a + 8)- (a 2 + 6a )=
a 2 + 4a + 2 a + 8 - a 2 - 6a =

a 2 + 6 a + 8 - a 2 - 6 a = +8

GEOMETRIA FRATTALE


Geometria frattale: quando la natura crea la sua geometria

Gli oggetti della natura (alberi, montagne, nuvole, foglie, felci etc. ) sono tutti caratterizzati da un carattere irregolare e non possono essere studiati applicando gli assiomi della geometria euclidea che si insegnano usualmente nelle scuole. Infatti non si tratta (tranne pochissime eccezioni) di enti geometrici nel senso euclideo del termine, ovvero di poligoni o poliedri più o meno regolari.

Tutto cio' che si incontra in natura è molto più complesso, frammentato, frastagliato.. Questo ha giustificato l'introduzione di un nuovo tipo di geometria da parte del matematico Benoit B. Mandelbrot (1982): la geometria frattale.
Un frattale è un oggetto geometrico in cui un motivo identico si ripete in tutte le direzioni...

 

I frattali compaiono un po' ovunque, ma il luogo dove stupisce maggiormente la loro presenza è la natura! Il mondo naturale non era infatti dominato dall'irregolarità?.....dove possiamo trovarlo in natura? 




La natura, come abbiamo detto, è ricca di tantissimi frattali, ad esempio in un albero comune come l'abete è facile notare come ogni singolo rametto riproduca in scala ridotta il proprio ramo e in miniatura l'albero nella sua grandezza!





Questo perché la natura non si potrebbe mai sviluppare tramite la gelida geometria: come potremmo spiegare con forme geometriche un fiocco di neve? Una pianta grassa? Un girasole?

Questo è impossibile perché la natura per sopravvivere si muove attraverso schemi non geometrici, le montagne non possono essere definite coni, le nuvole non sono sfere e un fiume non è una semplice linea. La natura quindi ha bisogno di un sistema non puramente geometrico per definirsi, ed è quello frattale.
Anche il nostro corpo è costituito da numerosissimi frattali, non ci credete? Pensate al sistema vascolare o all'apparato respiratorio: la natura ha scelto di organizzarli così per ottimizzare il sistema! Prendiamo ad esempio i piccoli vasi sanguigni del cuore e le loro ramificazioni in vasi ancora più ridotti.



Ma se vogliamo arrivare alla base pensiamo ai neuroni! Cosa c'è di più frattale della loro struttura?

venerdì 1 novembre 2013

Equivalenze


Le equivalenze: cosa sono e come si calcolano?


Come si fanno le equivalenze? Sapete come si trasformano i chilometri in metri e viceversa? E i chilogrammi in milligrammi? Ecco una spiegazione semplice semplice che vi aiuterà a capire le unità di misura.

Fare le equivalenze significa trasformare un'unità di misura in un'altra, in modo tale che si equivalgano. Nella pratica significa trasformare un'unità di misura grande in una più piccola, o viceversa. Le equivalenze più comuni vengono fatte sulla scala di misura dei liquidi (i litri), del sistema metrico decimale (i metri) e dei pesi (i grammi). Nello specifico impareremo a trasformare un litro in ettolitro, un metro in un centimetro, un grammo in un chilo e così via...
Se immaginiamo queste unità di misura posizionate su una scala, noi potremo effettuare equivalenze in salita (dal valore più piccolo al più grande) o in discesa (dal valore più grande a quello più piccolo).


Le scale di misura sono le seguenti in ordine decrescente:


A) SISTEMA METRICO DECIMALE: chilometro (km), ettometro (hm), decametro (dam), metro (m), decimetro (dm), centimetro (cm), millimetro (mm).

Se prendiamo come riferimento il METRO, abbiamo queste equivalenze:

1 km = 1000 m; 1 hm = 100 m; 1 dam = 10 m; 1 dm = 0,1 m; 1 cm = 0,01 m; 1 mm = 0,001 m


B) SCALA DEI LIQUIDI: ettolitro (hl), decalitro (dal), litro (l), decilitro (dl), centilitro (cl), millilitro (ml).

Se prendiamo come riferimento il LITRO, abbiamo queste equivalenze:

1 hl = 100 l; 1 dal = 10 l; 1 dl = 0,1 l; 1 cl = 0,01 l; 1 ml = 0,001 l



C) SCALA DEI PESI: chilogrammo (kg), ettogrammo (hg), decagrammo (dag), grammo (g), decigrammo (dg), centigrammo (cg), milligrammo (mg). 

Se prendiamo come riferimento il GRAMMO, abbiamo queste equivalenze:

1 kg = 1000 g; 1 hg = 100 g; 1 dag = 10 g; 1 dg = 0,1 g; 1 cg = 0,01 g; 1 mg = 0,001 g




Quindi se vogliamo effettuare un'equivalenza in discesa: ogni cifra corrisponde a un valore al quale vanno aggiunti tanti zeri quanti sono i posti di cui ci siamo spostati.
Esempio di equivalenza in discesa: 3 Km = X m? Da chilometri a metri ti devi spostare di tre posti verso destra sulla scala (hm, dam e m) e quindi devi moltiplicare per 1000 e aggiungere tre zeri. 3 Km = 3000 m
Se invece vogliamo effettuare un'equivalenza in salita: ogni cifra corrisponde a un valore, ma questa volta gli zeri anticipano la cifra e si aggiunge una virgola prima di arrivare alla misura richiesta.


Esempio di equivalenza in salita: 12000 dl = X hl? da decilitri a ettolitri, devi togliere tre zeri perché da dl ad hl Ci sono 3 posti (litri, decalitri, ettolitri) quindi, andando verso sinistra e dividendo, ottieni: 12000 dl = 12 hl


1) Video equivalenze nel sistema metrico decimale
2) Video equivalenze_scala dei pesi
3) Video equivalenze scala dei liquidi

4) Video equivalenza superfici
5) Video equivalenze scala dei volumi